Tassi interesse su mutui casa, le nostre previsioni per il 2020

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Il 2019 sta giungendo alla sua conclusione, con un panorama di tassi bassi sui mutui casa, e con buone prospettive per il prossimo anno. Ma cosa possiamo attenderci dal 2020? Il trend così compresso dei tassi di interesse è destinato a proseguire o ad essere sovvertito dalle decisioni di politica monetaria della Banca centrale?

La riunione BCE

Per poter cercare di formulare una risposta puntuale a tale comune quesito, riepiloghiamo quel che è accaduto nelle ultime settimane, e cerchiamo di prevedere quel che potrebbe succedere nei prossimi mesi.

Lo scorso 24 ottobre 2019 ha avuto luogo l’ultima riunione della BCE presieduta da Mario Draghi, con l’istituto banchiere centrale che non ha apportato alcuna novità in termini di politica monetaria. Come ampiamente atteso, pertanto, dopo i cambiamenti di settembre i tassi sono stati sono rimasti fermi allo 0% per le operazioni principali di rifinanziamento, a 0,25% per le operazioni marginali e allo 0,50% sui depositi. La forward guidance dell’istituto ha poi segnalato che i tassi rimarranno ai livelli attuali o inferiori fino a quando non sarà raggiunto l’obiettivo dell’inflazione (una dinamica della crescita dei prezzi tendente al 2%) che, ben inteso, non è certo dietro l’angolo.

Insomma, i tassi rimarranno bassi ancora a lungo ma… nonostante ciò, nell’ultimo mese si è verificato un incremento marginale del costo del denaro. Per quali motivazioni? E cosa accadrà nei prossimi mesi?

Euribor e Eurirs in lieve incremento

Come anticipato in conclusione del precedente paragrafo, nell’ultimo mese i tassi di mercato hanno registrato un marginale aumento sulla scia di un relativo maggiore ottimismo sulle prospettive, grazie all’azione che la BCE ha deliberato a settembre.

Da quanto sopra ne è derivato che la curva del tasso Euribor è salita di qualche punto base, con prospettive di tassi di mercato monetario comunque favorevoli: i tassi variabili dovrebbero rimanere particolarmente compressi ancora per un lungo periodo di tempo.

Simile comportamento è stato riscontrato anche sui tassi Eurirs, che hanno subito un lieve aumento in virtù delle già accennate aspettative di miglioramento delle condizioni economiche. I tassi rimangono comunque vicini ai minimi storici, con preferenza verso un indebitamento a tasso fisso rispetto a quello a tasso variabile, soprattutto per gli orizzonti temporali medio – lunghi. Di contro, sugli orizzonti temporali brevi o brevissimi la convenienza è probabilmente indirizzata sui tassi variabili, visto e considerato il prolungato periodo di tassi Euribor o BCE ai livelli prossimi ai minimi storici.

Per il 2020, dunque, lo scenario legato all’indebitamento mediante mutui casa non dovrebbe cambiare: tassi bassi e tendenziale preferenza al fisso dovrebbero caratterizzare tutta o buona parte del prossimo anno.

Rimane da decifrare, in ultima istanza, quale sarà il comportamento delle banche. Molti istituti di credito hanno già iniziato a ritoccare al rialzo i propri spread, ma riteniamo difficile che il rincaro futuro sia talmente ripido da modificare in modo significativo l’attuale scenario di onerosità delle operazioni di mutuo. Dunque, anche il 2020 dovrebbe costituire un momento particolarmente favorevole per l’indebitamento immobiliare: il mercato residenziale ne trarrà giovamento?

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